Malattie Sessualmente Trasmissibili


Quando si parla di Malattie Sessualmente Trasmissibili, (MST) si intende riferirsi a quell’insieme di patologie causate dalla trasmissione di batteri, virus o parassiti che possono avvenire durante un raporto sessuale non protetto o comunque attraverso comportamenti a rischio.

Quello che rende sicuro un rapporto sessuale, non è soltanto l’uso esclusivo del preservativo o di altri dispositivi capaci di impedire forme di contagio. Sempre più importante, ed insostituibile, è la conoscenza che bisogna avere del proprio corpo e dello stato di salute nostro e del partner per il rispetto al diritto di entrmabi ad avere una Sessualità Sicura, Sana e Responsabile. Particolarmente esposti al rischio di contrarre MST sono i giovani a causa dello scarso utilizzo del preservativo. Il contagio in genere avviene durante i rapporti sessuali attraverso il conttato delle mucose, siano esse orali genitali o anali, e dei liquidi organici quali sangue, sperma e le secrezioni vaginali. Nonostante le MST possano colpire sia uomini che donne, sono le donne ad essere più esposte ai danni di alcune patologie come ad esempio i carcinomi che possono essere provocati dal Papillomavirus all’utero, alla vagina, all’ano. Fondamentale è la prevenzione, soprattutto considerando il fatto che anche se da molte MST si può essere curati con un recupero totale, alcune possono rimanere latenti nell’organismo e anche se curate permanere con un certo tasso di recidività.


AIDS

L’AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita) è una sindrome degenerativa causata dalla trasmissione dell’Human Immunodeficiency Virus (HIV). Una volta entrati in contatto con il virus dell’HIV la persona viene definita sieropositiva, il modo in cui viene denominato chi ha prodotto nel sangue gli anticorpi anti-HIV.
La trasmissione del virus può avvenire durante i rapporti sessuali (anali, vaginali e orali) con partner infetti attraverso il sangue, il liquido seminale o le secrezioni vaginali. È possibile contagiarsi anche mediante la trasfusione di sangue infetto, o attraverso lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti. Una donna sieropositiva corre il rischio di contagiare un figlio durante la gravidanza, il parto o l’allattamento.
Molto scarse sono invece le possibilità di contrarre l’infezione attraverso il contatto cutaneo, in presenza di pelle integra, oppure tramite la saliva, lacrime, insetti o per contatto con oggetti di uso comune come le stoviglie o i servizi igienici.
Essenziale è la prevenzione anche a causa della possibilità di mancanza di sintomi indicativi anche e ben oltre i 10 anni dal contagio.
Esiste la possibilità di sottoporsi a test specifici (molti ospedali li praticano in maniera gratuita ed anonima) per la ricerca degli anticorpi anti-HIV, ed in questo modo scoprire l’eventuale infezione anche se è necessario ricordare che in genere l’organismo impiega dai 3 ai 6 mesi per la formazione degli anticorpi ed è quindi consigliabile ripetere nel tempo il test in caso di sospetto.
Le manifestazioni cliniche sono costituite da infezioni, che possono differire fortemente da un soggetto all’altro. Una volta che le difese immunitarie sono state distrutte, l’organismo viene aggredito dall’AIDS che potrà produrre infezioni croniche e la comparsa di tumori.
In presenza di una diagnosi precoce, seguita da una terapia antivirale tempestiva, è possibile limitare la moltiplicazione del virus, senza però avere la possibilità di una guarigione dall’infezione. Ad oggi ancora non esiste un vaccino per l’AIDS, le persone divenute sieropositive devono sottoporsi a esami periodici di controllo, evitare donazioni di sangue, avere rapporti sessuali sempre protetti evitando il contatto diretto senza l’uso del profilattico. Osservando buone norme igienico-sanitarie, utilizzando ad esempio materiale monouso e dove richiesto sempre una accurata sterilizzazione degli strumenti utilizzati per effettuare la manicure, tatuaggi ed tutti i tipi di apparecchi medico-sanitari; è possibile vivere in quotidiano contatto con persone sieropositive senza correre il rischio di un contagio.


CANDIDOSI

La Candida è una micosi causata dal fungo Candida Albicans. Questi parassiti, sotto forma di spora, insieme ad altri tipi di microrganismi sono normalmente presenti nel nostro organismo. Presenti in maniera silente, non solo nell’ambiente vaginale ma anche in quello intestinale e cutaneo, possono subire un anomalo sviluppo causando infezioni, in conseguenza ad un indebolimento del sistema immunitario causato dall’uso di antibiotici, dal diabete, da una situazione di forte stress o comunque da trattamenti terapeutici capaci di sviluppare situazioni di grave immunodepressione.
L’esordio della malattia difficilmente passa inosservato. Si manifesta con un forte prurito vulvare, bruciore e con delle caratteristiche perdite biancastre grumose di consistenza simile alla ricotta.
L’insorgenza della Candida può talvolta essere causata anche dalle modificazioni del normale pH vaginale, conseguente alle variazioni ormonali (la gravidanza ad esempio può essere un fattore predisponente) oppure da una cattiva igiene personale. Attraverso i rapporti sessuali la trasmissione della Candida è possibile anche nell’uomo dove si manifesta con forti pruriti del glande e con la possibile comparsa di chiazze rosse e pelle desquamata del pene.
La terapia della Candida in genere si basa sull’utilizzo di sostanze antimicotiche da applicare localmente, accompagnato dall’assunzione orale di farmaci atti al ripristino della flora intestinale. Purtroppo la Candida oltre ad essere tra le MST più diffuse è anche quella con il più alto tasso di recidive, anche per questo è sempre consigliabile estendere il trattamento locale al partner.
Per quanto riguarda la prevenzione, oltre alla necessità di utilizzare dispositivi contraccettivi, come il profilattico, capaci di impedire il contagio è necessario mantenere sempre una buona igiene personale (saponi intimi con pH 4 o 5), ed anche una corretta alimentazione evitando cibi come pane pizza e birra contenenti grosse quantità di lievito.

CHLAMYDIA

Causata dai batteri Chamydia Trachomatis, la Chlamydia è una infezione molto comune tra gli adolescenti a causa dell’immaturità del tessuto della cervice. Tra le MTS è una di quelle con più facile trasmissione che può avvenire tramite contatti e/o rapporti sessuali genitali, orali o anali.
Spesso si possono verificare infezioni asintomatiche e quindi non sempre è facile diagnosticarla, ma una volta individuata la Chlamydia può essere facilmente curata attraverso una terapia antibiotica. Oltre ad essere la causa di cerviciti (infiammazioni del collo dell’utero) può causare anche salpingiti (infiammazione delle tube di Fallopio) ed uretriti (infiammazione dell’uretra) riscontrabili anche nell’uomo. Las peggior conseguenza della Chlamydia resta la Malattia Infiammatoria Pelvica (PID, Pelvic Inflammatory Disease), patologia che rappresenta la maggiore causa di infertilità nella donna.
Le infezioni delle tube di Falloppio possono essere causa di gravidanze extrauterine, in gravidanza può causare anche dei parti prematuri a causa della rottura prematura delle membrane. Anche nell’uomo potrebbe divenire causa d’infertilità; sempre importante quindi per la tranquillità di entrambi i partner una prevenzione responsabile mediante l’utilizzo del preservativo.

CONDILOMI

I Condilomi genitali sono provocati da alcuni tipi (6 e 11) di Papillomavirus umani. L’Human Papilloma Virus (HPV) è un virus di cui sono conosciuti intorno al centinaio di tipi trasmissibili sia per via sessuale che per contatto con superfici, indumenti o biancheria infetta. I condilomi sono quindi delle lesioni che compaiono prendendo la tipica forma dentellata e che si vanno a localizzare sul pene o sulla vulva, l’uretra e l’area anale. La terapia dei condilomi è personalizzata e può prevedere dal meno invasivo trattamento farmacologico alla diatermocoagulazione fino ad arrivare alla eradicazione chirurgica.
Alcuni tipi di HPV (HPV 16 e HPV18) sono da considerare ad altro rischio perché possono essere collegati all’insorgenza di vari tipi di tumori. Viene calcolato che 70% dei carcinomi del collo dell’utero si possono attribuire al HPV16 e HPV18.
Vista la diretta influenza del Papillomavisrus nell’insorgenza di lesioni precancerose fino al cancro invasivo è assolutamente consigliabile di approfondire qualora ci si trovi in presenza della comparsa di papille rosate dai margini dentellati sulla superficie dei genitali. Molto importante è la prevenzione avendo sempre rapporti sessuali protetti mediante l’utilizzo del preservativo.
Da alcuni anni in Italia è possibile effettuare la vaccinazione contro l’HPV, che nelle ragazze fino ai 12 anni è totalmente gratuita. La vaccinazione è sempre consigliata nelle donne che non abbiano avuto ancora rapporti sessuali e se non è mai stato contratto il virus l’efficacia è stimata al 100%. Alcuni medici consigliano comunque la vaccinazione anche nelle donne fino ai 45 anni, e da recenti ricerche si è dimostrata l’utilità del vaccino anche contro le recidive in chi già abbia avuto una prima infezione di HPV

DONOVANOSI

La Donovanosi è una MST causata dal batterio Calymmatobacterum Granulomatis. Questo tipo di malattia è poco diffusa in Italia ma molto frequente in paesi come la Papua Nuova Guinea, il Brasile, l’India, in Africa, nei Caraibi e in Australia. La trasmissione avviene principalmente attraverso rapporti sessuali (orali, vaginali e/o anali) non protetti. Una volta avvenuta l’infezione può comparire un nodulo sotto la pelle, che lacerandosi si trasformerà in un’ulcera rossastra che crescendo può iniziare a sanguinare. Le ulcere dopo anni possono lasciare il segno con deturpanti cicatrici. In alcuni casi l’infezione si può diffonde anche al fegato ed alle ossa creando seri danni fino alla comparsa di carcinomi. Una volta effettuata la diagnosi, attraverso l’analisi di un piccolo segmento del tessuto infetto, la terapia viene effettuata mediante la somministrazione di antibiotici mirati.


EPATITE VIRALE

L’epatite è una malattia derivante da una infiammazione del fegato ad alto tasso di contagio che può differenziarsi nelle forme A, B, C, D.
L’epatiti più trasmissibili per via sessuale sono quelle di tipo B, ma anche le altre, con minor frequenza, possono essere trasmesse attraverso rapporti sessuali non protetti.
L’Epatite virale A è causata dal virus HAV (Hepatits A Virus), l’infezione si trasmette attraverso il consumo di alimenti e bevande contaminate, frequentemente colpisce i bambini ed è la meno pericolosa tra le forme di epatite, ma può trasformarsi in epatite fulminante, quindi è bene non sottovalutarla.
Il virus dell’epatite A si trasmette attraverso il consumo di cibi contaminati o attraverso rapporti sessuali e contatto oro-fecale. Non esistono trattamenti specifici una volta contratta ed è quindi indispensabile la prevenzione.
L’Epatite virale B è causata dal virus HBV (Hepatits B Virus) e se contattata da giovani può diventare cronica provocando cirrosi e carcinoma epatico. L’infezione si trasmette attraverso il contatto di sangue quindi durante trasfusioni o con il contatto di materiali estetico/medicali infetti. Attraverso rapporti sessuali, orali, vaginali ed anali in cui vi sia la presenza del sangue infetto. La terapia è personalizzata ed avviene in base alla somministrazione di farmaci antivirali ed interferone, sempre indispensabile la prevenzione dal contagio sessuale.
L’Epatite C è causata dal virus HCV (Hepatits C Virus), provoca una infiammazione cronica del fegato che può degenerare spesso in cirrosi epatica. La trasmissione per via sessuale è meno frequente e viene trattata in genere con la somministrazione dell’interferone, la terapia deve essere sempre personalizzata dal medico.
Epatite D è causata dal virus HDV (Hepatits D Virus), può trasmettersi attraverso rapporti sessuali non protetti ma per causare l’infezione necessita obbligatoriamente del Virus dell’epatite B per questo motivo il vaccino dell’epatite B evita anche il rischio del virus D. In alcuni pazienti può essere trattata attraverso la somministrazione di interferone-alfa anche se in casi molto gravi si può essere costretti a ricorrere al trapianto di fegato.


GARDNERELLA VAGINALIS

La Gardnerella Vaginalis è il batterio che più comunemente può essere alla base di una Vaginosi Batterica. Questo tipo di germe, come altri, è comunemente presente nella flora vaginale che se alterata può condurre ad infezioni. La vaginosi batterica può essere causata da rapporti sessuali con persone infette, da una igiene aggressiva, dal passaggio di alcuni germi dall’ano alla vulva. In alcune donne a seguito dell’inserimento di un Dispositivo Intrauterino (IUD) si sono verificati casi di vaginosi. A differenza dell’ HPV, non è possibile che il contagio avvenga per contatto con superfici, indumenti o biancheria di persone infette. Molto importante quindi, come comportamento preventivo, mantenere un normale tasso del pH vaginale intorno al 4 mediante una corretta igiene.
Nel caso in cui la vaginite sia provocata dal batterio della Gadnerella ci si può trovare davanti a delle perdite vaginali dal caratteristico cattivo odore che ricorda quello del pesce avariato. Il forte bruciore dopo i rapporti sessuali e durante la minzione sono forti indicatori di infezione. Anche se in genere non si tratta di infezioni gravi possono comunque essere molto fastidiose e vi è anche la possibilità di una trasmissione dell’infezione al partner. Nella cura dall’infezione dalla Gardnerella, o dagli altri batteri capaci di provocare vaginosi, sono in genere utilizzati antibiotici prescritti per assunzione orale o da utilizzare localmente attraverso creme e/o gel.

GONORREA

La Gonorrea è una delle malattie più frequentemente trasmesse per via sessuale. Causata dal batterio Neisseria Gonorrhoeae si manifesta attraverso delle perdite semipurulente che scendono dall’uretra. Vista la capacità del batterio di annidarsi nelle mucose, la trasmissione può avvenire anche per il solo contatto della cute e quindi possibile che la trasmissione avvenga anche in assenza di un rapporto sessuale completo.
La Gonorrea, che in alcune donne può anche risultare asintomatica, provoca bruciore durante la minzione dolori pelvici e irregolarità mestruali. La degenerazione di questa infezione può, negli uomini, causare un restringimento dell’uretra, infezioni all’epididimo e alla prostata; nelle donne, può causare dismenorrea, dispareunia e una malattia infiammatoria pelvica che può condurre alla sterilità.
Molto importante è quindi una diagnosi veloce che viene compiuta attraverso test su campioni prelevati con tampone vaginale o campione raccolto sul pene. Anche se la principale cura resta la prevenzione mediante l’utilizzo del profilattico, una volta contratta la Gonorrea è possibile che mi medici prescrivano una terapia antibiotica che va compiuta da entrambi i partner.

HERPES GENITALE

L’Herpes genitale è causata dall’ Herpes Simplex Virus (HSV) di tipo 2, rispetto a quella labiale che è causata dal HSV di tipo 1. Nonostante questa differenza è possibile, attraverso un rapporto sessuale orlare, causare un’infezione trasmettendo l’herpes dalle labbra ai genitali.
Il virus si manifesta a pochi giorni dal contagio con vescicole che si dispongono a grappoli ripiene di liquido e la cui rottura provoca ulcere che seccandosi diventano crosticine. Prevalentemente queste vescicole si localizzano nell’area vulvo-vaginale, sul pene, intorno all’ano e nella zona tra le natiche e le cosce. Dopo alcune settimane le crosticine spariscono spontaneamente, ma una volta contratto l’herpes rimane in forma latente all’interno dell’organismo, pronto a manifestarsi nei momenti in cui le difese immunitarie si abbassano anche a causa di fattori emozionali e stress.
Durante la gravidanza l’infezione non provoca problemi ma va evitato il contatto del neonato, durante il parto, con le secrezioni vaginali materne e per questo i ginecologi possono optare, se lo ritengono opportuno, per un parto cesareo. Se pur facilmente identificabile attraverso semplici diagnosi, la cura dell’herpes genitale che avviene attraverso farmaci antivirali, è soprattutto mirata a ridurre la durata delle ulcere e a limitare il numero delle recidive.
Vista la possibilità di contagio del virus anche nei periodi di latenza, è indispensabile la prevenzione e l’utilizzo sempre del profilattico anche per la prevenzione del partner.

PEDICULOSI PUBICA

Con questo termie si va a descrivere una infestazione da parte di pidocchi della zona pubica. I pidocchi sono dei piccoli insetti che vivono attaccati ai peli succhiando il sangue dell’ospite dove depongono le uova per riprodursi.
La specie umana può essere attaccata da tre tipi di pidocchi: quelli capaci di infestare il corpo ed il capo e le piattole che vanno ad infestare, in maniera più specifica, i peli che ricoprono il pube. In genere l’infestazione di piattole coinvolge zona al di sopra degli organi genitali e quella ano-genitale. Anche se non sono portatori di gravi malattie le piattole possono provocare un fastidioso prurito alla zona, seguite spesso da irritazione ed escoriazione per grattamento.
Il contagio può avvenire tramite rapporti sessuali o per contatto con biancheria intima e l’uso di strumenti sanitario-igienici infetti. La cura si basa sull’utilizzo di prodotti farmaceutici come saponi, schiume e polveri, contenenti sostanze antiparassitarie da utilizzare direttamente sulle aree interessate evitando il contatto con le mucose e con gli occhi.


SCABBIA

La Scabbia è una malattia contagiosa dovuta dalle femmine dell’acaro della scabbia. Una volta infestati da questi acari, le femmine che scavano nell’epidermide per deporci le uova. Il prurito è il principale sintomo della scabbia con conseguenti possibili dermatosi.
Il contagio può avvenire mediante rapporti sessuali o con lo stretto contato con persone infettate o con il contatto con biancheria, intima e da bagno, infettata. La terapia, somministrata da un medico, viene eseguita a base di farmaci antiparassitari come creme o lozioni da applicare direttamente sulle zone del corpo interessate dall’infezione. La guarigione che generalmente avviene nell’arco di 24 o 48 ore, non esclude un nuovo contagio se si viene a contatto nuovamente con persone e/o indumenti infettati.


SIFILIDE

La Sifilide è una malattia infettiva molto contagiosa causata dal Treponema Pallidum microrganismo molto mobile e flessibile. Il contagio avviene soprattutto attraverso rapporti sessuali non protetti; tramite le mucose avviene l’ingresso dei treponemi che poi si moltiplicano per diffondersi in tutto l’organismo.
La trasmissione del virus può avvenire anche durante la gravidanza, in questo caso si parla di Sifilide congenita.
L’infezione generalmente comincia con una piccola ulcera nella zona dei genitali che lascia il posto a delle eruzioni cutanee che possono manifestarsi lungo tutto il corpo. Anche senza cure specifiche questi sintomi possono svanire lasciando la malattia latente nell’organismo.
Il rischio avviene nella terza fase della malattia in cui possono manifestarsi seri e gravi problemi a livello del sistema nervoso e cardiovascolare.
La terapia, che se iniziata nelle prime fasi della malattia riesce ad avere buoni risultati, si basa sulla somministrazione di penicillina e di alcuni suoi derivati. In caso di allergie alla penicillina esiste la possibilità di intraprendere una terapia antibiotica. Resta sempre quindi molto importante la prevenzione e l’uso del preservativo per rapporti sessuali sicuri. Molto importante che il controllo, una volta si sia verificata l’infezione, venga effettuato anche sul partner.

TRICHOMONIASI

La Tricomoniasi è causata dal Trichomonas Vaginalis, parassita che aderisce alle cellule epiteliali delle pareti vaginali o all’uretra dell’uomo. Se trascurata può risalire attraverso le vie genitali andando ad infettare l’utero e le tube, creando gravi infezioni anche nell’uomo alla prostata ed in alcuni casi creare complicanze fino all’infertilità maschile.
Il contagio avviene quasi sempre per trasmissione sessuale o raramente attraverso il contatto con biancheria intima infetta.
Nella donna si può manifestare attraverso un forte prurito locale o perdite schiumose giallastre e maleodoranti. Nell’uomo invece si può manifestare mediante un bruciore durante la minzione o essere addirittura asintomatica.
La cura, generalmente costituita da farmaci antibiotici, è efficace se precoce ed estesa al partner.

ULCERA MOLLE

L’Ulcera molle, detta anche canceroide, è un’infezione causata dal batterio Haemophilus ducrey. Il contagio può avvenire tramite rapporti sessuali (orale, anale, vaginale) non protetti e diffondersi, per tutto il corpo, per auto-inoculazione: Una volta formate le ulcere, il soggetto toccandole, può diffondere il batterio trasferendolo in bocca o su altre aree del corpo.
Anche se è possibile il contagio, sia alla donna che all’uomo è l’uomo che subisce più frequentemente il contagio con sintomi più spesso dolorosi. Se trascurata è possibile che si manifestino anche delle fistole attorno ai genitali. La cura si basa solitamente sulla somministrazione di antibiotici anche se in alcuni casi, può essere necessaria l’agoaspirazione del materiale purulento delle ulcere.