Le Risposte del Sessuologo


In questa pagina sono presenti le domande poste attraverso la Consulenza Online e le ripsote fornite dai Sessuologi dai Sessulogi dott. Vincenzo Russo e dott. Stefano Caruson.

Mittente: CHIARA | Età: 27 | Data: 15/09/2015

Quesito: “Gentilissimi,
sono una ragazza di 27 anni e il quesito che sto per esporvi non riguarda me, ma il mio compagno. Lui ha 30 anni e da quando ne aveva 19 soffre di pornodipendenza. Stiamo insieme da qualche mese, 5, e le cose sono migliorate (prima di me ha avuto solo relazioni a distanza che hanno incentivato la dipendenza)ma ogni volta che ha qualche problema ci ricade. Lui è consapevole di questa realtà, è consapevole che il suo problema ci allontana, fa degli sforzi sovrumani per migliorarsi e per resistere e io credo che avere consapevolezza del problema e non negarlo sia già molto importante. Prima di stare con lui ho avuto una storia molto lunga in cui non c’erano di questi problemi e un lungo periodo, più di un anno in cui sono stata single. Non so bene come relazionarmi col mio compagno attuale: se provo desiderio ho paura a manifestarlo perché temo che lui non possa “sentirsi” abbastanza in forze da avere un rapporto (e quindi dalla delusione, dalla paura di non soddisfarmi e cose del genere potrebbe rifugiarsi nei porno). Quando abbiamo dei rapporti cerco di assecondarlo, ma conseguentemente non sempre le mie e le sue fantasie coincidono e quindi è frustrante per me. Come ho il ciclo o per motivi di lavoro siamo lontani lui ricade nella dipendenza e la cosa mi fa sentire inutile da una parte e un oggetto dall’altra… Il fatto di essere un pornodipendente lo porta praticamente a martoriarsi e quindi ha proprio dei dolori fisici che lo inibiscono fortemente. Ho provato a evidenziare il desiderio che provo nei suoi confronti, ma come è caduto in un altro episodio della sua dipendenza mi ha detto che l’ho fatto sentire sotto pressione e che così non lo aiuto… (E io chelo volevo rassicurare del fatto che mi piacesse e volevo semplicemente fare l’amore!) Gli ho detto più volte che sono assolutamente disponibile ad accompagnarlo da un sessuologo per una visita, che se posso aiutarlo in qualsiasi modo lo faccio, ma lui dice di aver provato ogni iter. La visita dall’andrologo (fatta prima di conoscerci) ha sottolineato semplicemente il fatto che aveva bisogno di una presenza femminile fissa nella sua vita. La mia domanda è: come devo rapportarmi con lui? C’è qualcosa che posso fare perché la nostra vita sessuale migliori? Grazie di cuore….”

Gentile Chiara, comprendo il suo stato d’animo e spero di riuscirle a dare una risposta al suo quesito che sia per lei confortante.
Con sempre maggiore frequenza incontro persone con problematiche simili a quelle da lei esposte. L’uso/abuso di internet e della pornografia che viaggia in rete, sono un facile ostacolo in cui molti uomini finiscono per incappare procurandosi un disagio personale che si riflette sulla coppia.
La sua disponibilità nello stargli vicino e nel motivarlo ad affrontare, per risolvere, la difficoltà è un sicuro punto di forza. Disposta ad essere comprensiva delle difficoltà che sta attraversando ma anche ferma nella decisione che ciò che lui sceglierà di fare dovrà portarlo a termine per se stesso e per voi.
Con uguale frequenza assisto al recupero di una totale indipendenza da tali comportamenti. Recupero sicuramente condizionato dalle motivazioni che il suo fidanzato metterà in campo. Per lui sarà necessario recuperare sicurezza e fiducia in se stesso. 
L’aiuto di un Sessuologo, a cui rivolgervi in coppia, potrebbe rendere più confortevole il percorso e restituirvi anche una accrescimento del vostro rapporto di coppia.

Mittente: ANONIMO | Età: 36 | Data: 30/07/2015

Quesito: “Salve, vorrei sottoporvi la mia esperienza: sono sposata da anni e mi trovo adesso a un punto di rottura con mio marito; cerco di riassumere: io non avevo avuto esperienze di rapporti sessuali prima del matrimonio ma, pur non avendo la pratica, gli aspetti teorici non mi erano certo sconosciuti, e così fin dai primi rapporti ho notato che c’era qualcosa che non andava con lui (che invece di altre esperienze ne aveva avute); ogni volta che cercavo di chiedere o affrontare in maniera aperta e pacata l’argomento avevo come risposta reazioni aggressive tese a chiudere il discorso senza affrontarlo minimamente; nella fattispecie il problema da me notato è quello della sua “durata” nei rapporti nei quali evidentemente solo lui arrivava a “compimento” senza riuscire a controllare l’orgasmo; così, un insieme di fattori legati al rapporto sessuale stesso hanno fatto sì che nel corso degli anni il rapporto sessuale per me fosse diventato qualcosa di diverso da ciò che dovrebbe essere, un atto ahimè privo d’amore e persino di piacere; per lui è fondamentale e indispensabile l’uso del profilattico, da cui non si stacca mai, e alle mie domande sul perché di ciò lui ha sempre risposto che lo usa per ciò che serve, ovvero a scopo contraccettivo e per evitare contagi di qualsiasi tipo, il che mi sembra assurdo nei rapporti con una compagna di vita; per avere una bambina ho dovuto insistere non poco. Oggi, dopo anni di silenzi e sofferenze, mi sono fatta forza riuscendo a confidarmi con persone care con le quali mi sono confrontata riuscendomi ad aprire completamente, sebbene la questione non fosse delle più semplici, così oggi sono riuscita ad affrontare l’argomento frontalmente con lui, il quale per tutta risposta tende a negare fortemente di avere qualsivoglia problema, ma quando io insisto, lui mi accusa dicendo che se un problema c’è è colpa mia; addirittura se gli dico di andare da un medico specialista lui sfugge alla cosa affermando che le colpe di un’eventuale problema come suddetto sono mie. Adesso ciò che chiedo a specialisti medici in ambito è questo: essendosi lui “presentato” con me sin dall’inizio con questa problematica per cui evidentemente mai si stacca dal profilattico (non riuscendosi a controllare e quindi con “timore”, a suo dire, di avere bambini), problematica che nega, problematica per la quale non vuole andare da nessuno specialista dicendo che non è ha bisogno (ma allo stesso tempo si contraddice affermando che se c’è un problema è colpa mia), posso io affermare di fronte a lui e di fronte a terzi con certezza che tale problematica è preesistente e le cause originarie nulla hanno a che fare con me? Ringrazio anticipatamente per la gentile consulenza.”

Gentile Signora, nel ringraziarla di averci contattato voglio offrirle una risposta che spero sia capace di esserle utile nel affrontare le difficoltà che si trova a dover affrontare.
Come prima cosa tengo a dirle che è mia abitudine, nell’affrontare questo lavoro, di accompagnare i miei pazienti ad abbandonare il concetto di “colpa”. L’attribuzione del Disagio Sessuale vissuto alla responsabilità di uno dei due partner non è di certo la via giusta per trovare una soluzione. Nel vostro caso, come del resto sempre accade, entrambi provenite da tipi di esperienze completamente diverse che vi hanno portato ad avere comportamenti e/o aspettative sessuali differenti. 
Potrebbe esservi più utile, a mio giudizio, lavorare sul concetto di “necessità”. Cosa serve, ad ognuno di voi, per raggiungere una intesa ed una vita sessuale più soddisfacente? Se entrambi avete necessità di accorgimenti, modifiche, entrambi potreste mettervi in gioco per recuperare quello che sentite mancare. Se invece solo lei avvertisse una necessità di qualcosa che suo marito non vede necessario potrebbe chiedergli se disponibile ad un confronto con uno Specialista per venirle incontro. 
Molto spesso eliminando le colpe possono farsi avanti i meriti che entrambi i partner devono quotidianamente usare per il benessere della coppia e della Vita Sessuale.

Mittente: SIMPRYS | Età: 25 | Data: 30/07/2013

Quesito: “Salve, ho 25 anni. Sono in menopausa precoce (spontanea) da quando avevo 20 anni. Negli ultimi 5 anni il mio desiderio sessuale è molto calato, adesso lo definirei quasi scomparso. Nell’ultimo periodo ho avvertito anche diversi fastidi, oltre alla mancata lubrificazione che ho in parte risolto con l’ausilio di ovuli e gel lubrificanti, ho avvertito dolore durante la penetrazione sia all’inizio del rapporto che durante l’eccitamento che mi impedisce di avere rapporti. Non sento il bisogno di avere rapporti, costringendo il mio partner molto comprensivo all’astinenza. Inoltre ultimamente si è aggiunto questo blocco dovuto al dolore che mi ha portata a provare un sentimento di rifiuto e paura verso l’atto sessuale. Cosa posso fare per cercare di portare il mio livello di desiderio a qualche anno fa e tornare ad avere una vita sessuale? grazie in anticipo.”

Cara SIMPRYS grazie per averci contattato, spero di poterle dare una risposta a lei utile. Purtroppo, come già saprà, trovarsi nella condizione di una precoce menopausa può condizionare il livello del Desiderio Sessuale. La scarsa capacità di lubrificazione potrebbe essere motivo, o quanto meno concausa, di quel fastidio provato durante la penetrazione capace di trasformarsi anche in dolore. La paura che prova, nell’avere un rapporto sessuale, è a questo punto del tutto comprensibile. Ammesse queste difficoltà, condizionate da uno specifico stato fisiologico, mi resta da specificarle che nonostante la menopausa è possibile conservare una Vita Sessuale. Molte donne, infatti, anche quando raggiungono la menopausa in maniera non così anticipata come lei, continuano ad avere Desiderio e Rapporti Sessuali soddisfacenti. Di sicuro ciò che cambia è la modalità e la finalità dei rapporti. Il centro focale si sposta dal fine riproduttivo verso un concetto di piacere proprio e del partner. Il piacere di viversi in un legame sessuo-affettivo che restituisca una sensazione di completezza e soddisfazione. Una Terapia Sessuale potrebbe essere di aiuto, sia a lei che al suo partner, per recuperare quell’equilibrio relazionale forse sbilanciato da una condizione fisiologica, che se nel caso non fosse recuperabile, potrebbe essere vissuta da entrambi in una maniera più serena, lasciandovi lo spazio per una vostra sessualità

Mittente: Mati | Età: 28 | Data: 30/07/2013

Quesito: “Sono una donna di 28 anni, sono fidanzata da 8 anni con un mio coetaneo.
Negli ultimi anni ho notato un calo del desiderio sessuale da parte del mio partner.
Premetto che anch’io non sono molto intraprendente ma anche quando cerco di avvicinarmi a lui e prendere l’iniziativa lui rimane indifferente.
Negli ultimi tempi mi cerca molto più raramente di prima sotto questo punto di vista, fanno eccezione i periodi di vacanza in cui invece il suo desiderio sembra ritornato quello di un tempo, poi una volta tornati a casa tutto si spegne.
Sinceramente non riesco proprio a spiegarmi questo comportamento e questa differenza di desiderio che si verifica nelle due situazioni, per questo Le chiedo gentilmente di aiutarmi a spiegare questo comportamento e come fare ad affrontarlo. ”

Gentile Mati, come prima cosa la ringrazio di averci contattato e spero di aiutarla a risolvere alcuni suoi dubbi. Il Desiderio Sessuale è una costante in continua evoluzione nella vita di ogni persona. Subisce influenze dagli eventi che ci occorrono nella vita, dallo stress, dalle preoccupazioni, dagli impegni lavorativi in maniera del tutto soggettiva e differente da una persona all’altra. Un cambiamento così netto, come da lei descritto, potrebbe essere interpretato nell’importanza per il suo partner di vivere momenti esclusivi ed ideali con lei come quelli che i contesti vacanzieri offrono. Senza stress e le quotidiane preoccupazioni, è probabile che recuperi un senso di spensieratezza, tipico dell’inizio del vostro rapporto.
Condizioni come quella descritta da lei sono alquanto frequenti in molte coppie. Affrontando, però, il discorso con il suo partner, in maniera rilassata ma seria, potrebbe restituirgli la possibilità, di affrontare, ad esempio, le situazioni stressanti in maniera diversa. Condividendole anche le preoccupazioni, se affrontate insieme, possono apparire meno pressanti. Percorso che potreste affrontare, se lo reputasse opportuno e necessario, anche con l’ausilio di un Sessuologo.
Cordialmente.

Mittente: Anonimo | Età: 36 | Data: 11/09/2013

Quesito: “Salve, vorrei sottoporvi la mia esperienza: sono sposata da anni e mi trovo adesso a un punto di rottura con mio marito; cerco di riassumere: io non avevo avuto esperienze di rapporti sessuali prima del matrimonio ma, pur non avendo la pratica, gli aspetti teorici non mi erano certo sconosciuti, e così fin dai primi rapporti ho notato che c’era qualcosa che non andava con lui (che invece di altre esperienze ne aveva avute); ogni volta che cercavo di chiedere o affrontare in maniera aperta e pacata l’argomento avevo come risposta reazioni aggressive tese a chiudere il discorso senza affrontarlo minimamente; nella fattispecie il problema da me notato è quello della sua “durata” nei rapporti nei quali evidentemente solo lui arrivava a “compimento” senza riuscire a controllare l’orgasmo; così, un insieme di fattori legati al rapporto sessuale stesso hanno fatto sì che nel corso degli anni il rapporto sessuale per me fosse diventato qualcosa di diverso da ciò che dovrebbe essere, un atto ahimè privo d’amore e persino di piacere; per lui è fondamentale e indispensabile l’uso del profilattico, da cui non si stacca mai, e alle mie domande sul perché di ciò lui ha sempre risposto che lo usa per ciò che serve, ovvero a scopo contraccettivo e per evitare contagi di qualsiasi tipo, il che mi sembra assurdo nei rapporti con una compagna di vita; per avere una bambina ho dovuto insistere non poco. Oggi, dopo anni di silenzi e sofferenze, mi sono fatta forza riuscendo a confidarmi con persone care con le quali mi sono confrontata riuscendomi ad aprire completamente, sebbene la questione non fosse delle più semplici, così oggi sono riuscita ad affrontare l’argomento frontalmente con lui, il quale per tutta risposta tende a negare fortemente di avere qualsivoglia problema, ma quando io insisto, lui mi accusa dicendo che se un problema c’è è colpa mia; addirittura se gli dico di andare da un medico specialista lui sfugge alla cosa affermando che le colpe di un’eventuale problema come suddetto sono mie. Adesso ciò che chiedo a specialisti medici in ambito è questo: essendosi lui “presentato” con me sin dall’inizio con questa problematica per cui evidentemente mai si stacca dal profilattico (non riuscendosi a controllare e quindi con “timore”, a suo dire, di avere bambini), problematica che nega, problematica per la quale non vuole andare da nessuno specialista dicendo che non è ha bisogno (ma allo stesso tempo si contraddice affermando che se c’è un problema è colpa mia), posso io affermare di fronte a lui e di fronte a terzi con certezza che tale problematica è preesistente e le cause originarie nulla hanno a che fare con me? Ringrazio anticipatamente per la gentile consulenza.”

Gentile Signora, nel ringraziarla di averci contattato voglio offrirle una risposta che spero sia capace di esserle utile nel affrontare le difficoltà che si trova a dover affrontare.
Come prima cosa tengo a dirle che è mia abitudine, nell’affrontare questo lavoro, di accompagnare i miei pazienti ad abbandonare il concetto di “colpa”. L’attribuzione del Disagio Sessuale vissuto alla responsabilità di uno dei due partner non è di certo la via giusta per trovare una soluzione. Nel vostro caso, come del resto sempre accade, entrambi provenite da tipi di esperienze completamente diverse che vi hanno portato ad avere comportamenti e/o aspettative sessuali differenti.
Potrebbe esservi più utile, a mio giudizio, lavorare sul concetto di “necessità”. Cosa serve, ad ognuno di voi, per raggiungere una intesa ed una vita sessuale più soddisfacente? Se entrambi avete necessità di accorgimenti, modifiche, entrambi potreste mettervi in gioco per recuperare quello che sentite mancare. Se invece solo lei avvertisse una necessità di qualcosa che suo marito non vede necessario potrebbe chiedergli se disponibile ad un confronto con uno Specialista per venirle incontro.
Molto spesso eliminando le colpe possono farsi avanti i meriti che entrambi i partner devono quotidianamente usare per il benessere della coppia e della Vita Sessuale.